A cura di Barbara Busalla Coordinamento PO – Uilcom Sardegna
Il 27 febbraio 2026 a Cagliari, negli spazi di Sa Manifattura, si è svolto l’incontro promosso da UnitelmaSapienza – Università degli Studi di Roma in collaborazione con IEFCA – Istituto Europeo di Formazione, Cooperazione e Analisi Bioeconomica.
Il focus dell’iniziativa è stato “Diritto del lavoro e parità di genere”, con l’obiettivo di offrire un momento di riflessione e approfondimento sui profili giuridici, economici e sociali delle pari opportunità, ponendo particolare attenzione alle politiche attive del lavoro e agli strumenti per contrastare le disuguaglianze. L’incontro è stato moderato da Susi Ronchi, coordinatrice di GIULiA Giornaliste Sardegna.
I saluti istituzionali sono stati affidati al Magnifico Rettore di UnitelmaSapienza, Bruno Botta.
Sono seguiti interventi di figure accademiche e istituzionali, tra cui:
• Mauro Giustozzi (Direttore Generale UnitelmaSapienza)
• Graziano Di Paola su Gender Mainstreaming nei programmi FSE+ e FESR 2021-27
• Maria Tiziana Putzolu, Consigliera di Parità della Regione Sardegna
• Azzurra Rinaldi, direttrice della School of Gender Economics di UnitelmaSapienza
• Giovanna Pistore, ricercatrice in diritto del lavoro di UnitelmaSapienza
Da questo incontro è emerso come la normativa europea abbia già assunto quale obiettivo prioritario la misurazione e il contrasto del gender pay gap, trasformando il principio di parità salariale da enunciazione formale a obbligo concreto e verificabile.
Nel contesto regionale, la Sardegna intende rafforzare gli strumenti di contrasto al divario retributivo di genere, intervenendo al contempo sulla segregazione occupazionale — ossia quel fenomeno per cui determinati gruppi sociali (per genere, età, etnia, ecc.) tendono a concentrarsi in specifici settori o tipologie di lavoro — e sul lavoro discontinuo e part-time, che incide in misura significativa sull’occupazione femminile.
È stata inoltre richiamata la potenzialità, ancora in parte inespressa, del quadro normativo vigente, con particolare riferimento all’art. 18, comma 1, del D.Lgs. 81/2008, che impone al datore di lavoro di tenere conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in relazione alla salute e alla sicurezza. Tale disposizione, se pienamente valorizzata, potrebbe contribuire a una più attenta considerazione delle differenze di genere nell’organizzazione del lavoro.
Significativi i dati emersi nel corso dell’incontro: dal secondo dopoguerra a oggi sono stati eletti circa 730 consiglieri regionali, di cui solo 70 donne, a testimonianza di una persistente sotto-rappresentanza femminile nelle istituzioni regionali, seppure con segnali di lieve miglioramento negli enti locali, in particolare tra le sindache elette. In magistratura, le donne rappresentano oggi circa il 60% del totale; nel settore sanitario, pur costituendo la maggioranza tra i medici, restano ancora poche nei ruoli apicali, come quelli di primario.
Il dibattito conclusivo ha visto un confronto tra il Rettore Bruno Botta, Luca Mereu (Direttore Generale di ASPAL) e Valeria Satta (Presidente di Federterziario Sardegna), affrontando le sfide future del lavoro in un’ottica di equità e inclusione.
Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come, in Sardegna, le donne imprenditrici rappresentino la maggioranza, dato che conferma il dinamismo e la crescente centralità dell’imprenditoria femminile nel tessuto economico regionale.
L’incontro ha dunque confermato che la parità di genere nel lavoro non è solo un principio da affermare, ma un impegno concreto e condiviso che richiede strumenti normativi efficaci, politiche attive mirate e una responsabilità collettiva capace di trasformare i dati e le criticità emerse in azioni strutturali e durature.

