ROMA 30 luglio 2026 – "Il settore dei call center vive da anni una crisi strutturale che continua ad aggravarsi nell'indifferenza delle istituzioni. È arrivato il momento che il Governo apra un confronto serio per salvaguardare migliaia di lavoratrici e lavoratori".
È questo il messaggio lanciato dal Segretario Generale della UILFPC, Salvo Ugliarolo, intervenendo alla conferenza stampa svoltasi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Nel corso del suo intervento, Ugliarolo ha ringraziato l'Onorevole Francesca Ghirra e il vicepresidente della Commissione Trasporti Andrea Casu per aver promosso l'iniziativa, sottolineando come non sia la prima volta che il Parlamento dimostri sensibilità verso una crisi che, tuttavia, continua a non trovare risposte concrete.
"Da almeno due anni – ha ricordato – il Governo, attraverso i ministri Calderone e Urso, ha assunto l'impegno di convocare un tavolo permanente sul settore. Impegno ribadito anche qualche settimana fa dal Ministro Calderone a seguito del question time promosso proprio dall’On. Ghirra e rimasto lettera morta, esattamente come le aziende che continuano a ridurre attività e occupazione."
Clausole sociali disattese e appalti pubblici sotto accusa
Tra le principali criticità evidenziate dal segretario della UILFPC vi è il mancato rispetto delle clausole sociali negli appalti, anche da parte di aziende a controllo pubblico.
"È inaccettabile che proprio grandi committenti pubblici non garantiscano il rispetto delle norme sulla territorialità e sul passaggio del personale tra un appalto e l'altro. Si tratta di conquiste sindacali che vengono sistematicamente disattese, con conseguenze pesantissime per migliaia di famiglie."
Secondo Ugliarolo, il problema non riguarda solo il rispetto dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, ma anche la totale assenza di controlli da parte delle istituzioni.
L'intelligenza artificiale senza regole
Un altro tema centrale è stato quello dell'intelligenza artificiale, il cui utilizzo, secondo il sindacato, sta modificando profondamente il settore senza alcun confronto preventivo.
"L'intelligenza artificiale sta entrando in maniera prepotente nelle aziende. Interi volumi di lavoro spariscono nel giro di poche settimane senza che venga spiegato dove siano finiti.
Per la UILFPC la trasformazione tecnologica non può tradursi in una semplice riduzione dei costi attraverso il taglio del personale. "La tecnologia va governata e accompagnata. Non può diventare uno strumento per lasciare migliaia di persone senza prospettive."
Le vertenze ancora aperte
Durante la conferenza sono state ricordate anche alcune delle principali vertenze ancora irrisolte. Tra queste quella degli ex lavoratori Almaviva, molti dei quali, soprattutto in Sicilia, Calabria e Campania, non sono mai stati ricollocati dopo aver garantito servizi essenziali durante la pandemia.
Analoga la situazione degli ex dipendenti Abramo Customer Care in Calabria, per i quali il progetto di dematerializzazione avrebbe dovuto rappresentare una soluzione stabile ma che, secondo il sindacato, non ha prodotto continuità occupazionale.
"Assistiamo continuamente allo stesso copione: si avviano progetti temporanei, terminano le attività e si torna nuovamente agli ammortizzatori sociali."
"Il cittadino vuole parlare con una persona"
Nella parte conclusiva del suo intervento, Ugliarolo ha richiamato anche il tema della qualità dei servizi offerti ai cittadini.
"Ci stanno raccontando che basta sostituire gli operatori con sistemi automatici e intelligenza artificiale. Ma chiunque abbia bisogno di assistenza vuole poter parlare con una persona e ricevere una risposta concreta, non essere costretto a navigare all'infinito tra menu vocali e risponditori automatici." Secondo il leader della UILFPC, dietro la corsa all'automazione si nasconde soprattutto la volontà di comprimere i costi, mentre continuano ad aumentare le difficoltà sia per i lavoratori sia per gli utenti dei servizi.
La richiesta al Governo
La conferenza stampa si è conclusa con un appello alle istituzioni.
"La nostra richiesta è semplice: aprire immediatamente una cabina di regia nazionale che affronti le crisi del settore, governi la transizione tecnologica e costruisca una vera politica industriale per un comparto che occupa oltre centomila lavoratrici e lavoratori nel nostro Paese."
Per la UILFPC il tempo degli annunci è finito: senza interventi concreti, il rischio è quello di assistere a un progressivo smantellamento di uno dei principali settori dei servizi italiani, con pesanti ripercussioni sull'occupazione e sulla qualità dell'assistenza ai cittadini.
CLICCA QUI PER RIVEDERE L'INTERA CONFERENZA STAMPA
È questo il messaggio lanciato dal Segretario Generale della UILFPC, Salvo Ugliarolo, intervenendo alla conferenza stampa svoltasi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Nel corso del suo intervento, Ugliarolo ha ringraziato l'Onorevole Francesca Ghirra e il vicepresidente della Commissione Trasporti Andrea Casu per aver promosso l'iniziativa, sottolineando come non sia la prima volta che il Parlamento dimostri sensibilità verso una crisi che, tuttavia, continua a non trovare risposte concrete.
"Da almeno due anni – ha ricordato – il Governo, attraverso i ministri Calderone e Urso, ha assunto l'impegno di convocare un tavolo permanente sul settore. Impegno ribadito anche qualche settimana fa dal Ministro Calderone a seguito del question time promosso proprio dall’On. Ghirra e rimasto lettera morta, esattamente come le aziende che continuano a ridurre attività e occupazione."
Clausole sociali disattese e appalti pubblici sotto accusa
Tra le principali criticità evidenziate dal segretario della UILFPC vi è il mancato rispetto delle clausole sociali negli appalti, anche da parte di aziende a controllo pubblico.
"È inaccettabile che proprio grandi committenti pubblici non garantiscano il rispetto delle norme sulla territorialità e sul passaggio del personale tra un appalto e l'altro. Si tratta di conquiste sindacali che vengono sistematicamente disattese, con conseguenze pesantissime per migliaia di famiglie."
Secondo Ugliarolo, il problema non riguarda solo il rispetto dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi, ma anche la totale assenza di controlli da parte delle istituzioni.
L'intelligenza artificiale senza regole
Un altro tema centrale è stato quello dell'intelligenza artificiale, il cui utilizzo, secondo il sindacato, sta modificando profondamente il settore senza alcun confronto preventivo.
"L'intelligenza artificiale sta entrando in maniera prepotente nelle aziende. Interi volumi di lavoro spariscono nel giro di poche settimane senza che venga spiegato dove siano finiti.
Per la UILFPC la trasformazione tecnologica non può tradursi in una semplice riduzione dei costi attraverso il taglio del personale. "La tecnologia va governata e accompagnata. Non può diventare uno strumento per lasciare migliaia di persone senza prospettive."
Le vertenze ancora aperte
Durante la conferenza sono state ricordate anche alcune delle principali vertenze ancora irrisolte. Tra queste quella degli ex lavoratori Almaviva, molti dei quali, soprattutto in Sicilia, Calabria e Campania, non sono mai stati ricollocati dopo aver garantito servizi essenziali durante la pandemia.
Analoga la situazione degli ex dipendenti Abramo Customer Care in Calabria, per i quali il progetto di dematerializzazione avrebbe dovuto rappresentare una soluzione stabile ma che, secondo il sindacato, non ha prodotto continuità occupazionale.
"Assistiamo continuamente allo stesso copione: si avviano progetti temporanei, terminano le attività e si torna nuovamente agli ammortizzatori sociali."
"Il cittadino vuole parlare con una persona"
Nella parte conclusiva del suo intervento, Ugliarolo ha richiamato anche il tema della qualità dei servizi offerti ai cittadini.
"Ci stanno raccontando che basta sostituire gli operatori con sistemi automatici e intelligenza artificiale. Ma chiunque abbia bisogno di assistenza vuole poter parlare con una persona e ricevere una risposta concreta, non essere costretto a navigare all'infinito tra menu vocali e risponditori automatici." Secondo il leader della UILFPC, dietro la corsa all'automazione si nasconde soprattutto la volontà di comprimere i costi, mentre continuano ad aumentare le difficoltà sia per i lavoratori sia per gli utenti dei servizi.
La richiesta al Governo
La conferenza stampa si è conclusa con un appello alle istituzioni.
"La nostra richiesta è semplice: aprire immediatamente una cabina di regia nazionale che affronti le crisi del settore, governi la transizione tecnologica e costruisca una vera politica industriale per un comparto che occupa oltre centomila lavoratrici e lavoratori nel nostro Paese."
Per la UILFPC il tempo degli annunci è finito: senza interventi concreti, il rischio è quello di assistere a un progressivo smantellamento di uno dei principali settori dei servizi italiani, con pesanti ripercussioni sull'occupazione e sulla qualità dell'assistenza ai cittadini.
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