Bonus Cicogna 2026, il contributo economico riconosciuto dall’Inps per bambini nati o adottati nel corso del 2025 e destinato a specifiche categorie di lavoratori e pensionati collegati al settore postale. Il bando prevede 960 contributi da 500 euro ciascuno, assegnati tramite graduatoria.
A chi spetta
La misura può essere richiesta per i figli, o orfani, nati o adottati nel 2025 da dipendenti del Gruppo Poste Italiane Spa e da dipendenti iscritti alla Gestione Postelegrafonici soggetti alla trattenuta mensile dello 0,40 per cento. Rientrano nella platea dei potenziali beneficiari anche i pensionati già dipendenti del Gruppo Poste Italiane Spa e gli ex dipendenti Ipost in pensione.
Il beneficiario è sempre il bambino nato o adottato nell’anno solare indicato dal bando. In caso di adozione, conta la data del provvedimento con cui l’autorità italiana competente ha disposto o riconosciuto l’adozione e non quella dell’ingresso del minore nel nucleo familiare.
Importo e graduatoria
Il contributo è pari a 500 euro per ciascun beneficiario. Le risorse finanziano però solo un numero limitato di beneficiari, dunque l’erogazione non è automatica: le domande accolte vengono infatti ordinate in una graduatoria e la posizione dipende innanzitutto dal valore Isee del nucleo familiare del beneficiario.
Prima dell’invio della richiesta è quindi necessario aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica utile al calcolo dell’Isee ordinario o, quando richiesto, dell’Isee minorenni. Il dato è acquisito dall’Inps in modo automatico, pertanto il richiedente non deve necessariamente allegare l’attestazione.
Come e quando presentare la domanda
La richiesta può essere inviata online dalle 12 del 1° settembre alle 12 del 30 ottobre 2026, tramite il Portale Prestazioni Welfare dell’Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns. La procedura richiede l’inserimento di un Iban italiano abilitato a ricevere bonifici dalla Pubblica Amministrazione; sono esclusi i libretti di risparmio postale.
Per ogni figlio nato o adottato nel 2025 deve essere presentata una domanda distinta. Nel caso delle adozioni va allegato in formato digitale il provvedimento dell’autorità italiana competente, accompagnato dalla dichiarazione di conformità all’originale prevista dal modello Ap17.
Dopo l’invio, la domanda protocollata non può essere modificata. Per correggere eventuali errori occorre trasmettere una nuova richiesta entro la scadenza, perché l’Istituto prenderà in considerazione l’ultima domanda valida ricevuta. Nei giorni successivi alla chiusura del bando sarà possibile verificare l’esito dell’istruttoria e, se necessario, chiedere il riesame dei dati acquisiti.
L’Inps può inoltre effettuare controlli sulle dichiarazioni rese dai richiedenti. In caso di dichiarazioni non veritiere o documenti falsi, oltre alle sanzioni previste dalla legge, il beneficio può essere revocato con obbligo di restituzione delle somme percepite senza averne diritto.
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